ortoAvvenire2019A Fidenza è nato l'orto parrocchiale
Ma a seminare e innaffiare sono in tanti

Articolo pubblicato su "Avvenire" del 25 settembre 2019

ILARIA BERETTA
Enciclica e rastrello: è l'attrezzatura con cui alcune giovani, dopo aver letto la Laudato si', hanno creato un orto parrocchiale all'ombra del campanile di San Giuseppe Lavoratore a Fidenza. Per un anno hanno riflettuto in gruppo sul testo di papa Francesco, poi hanno pensato di metterlo in pratica. Individuato un prato comunale, la parrocchia ha stipulato una convenzione con l'amministrazione e il 1° maggio 2018 è stato inaugurato l'orto-giardino San Giuseppe. Tra i primi a impugnare la vanga c'è Francesca Bruschi, 37 anni, e tre bambini di 9, 6 e 3 anni. «La Laudato si' - spiega - mi ha insegnato il concetto di bene comune: qualcosa che non ti appartiene, che ti è stato donato e che hai la responsabilità di curare. È stata la parola chiave negli incontri di riflessione sull'enciclica, da cui è nata poi la proposta di coltivare un prato abbandonato». Oggi quello spazio si è trasformato in un orto dove zucche, pomodori e insalata crescono secondo i principi dell'agricoltura biologica. Non esiste recinzione e chiunque può raccogliere i frutti del campo; anche la manutenzione è condivisa: i volontari annaffiano e raccolgono in primavera ed estate mentre nella stagione invernale tocca agli alunni delle scuole cittadine (l'anno scorso trenta classi) preparare il terreno e seminare. Responsabilizzare alla cura dell'ambiente e a uno stile di vita sostenibile è proprio uno degli obiettivi dell'orto San Giuseppe, che in un anno di attività ha avvicinato anche persone lontane dal contesto parrocchiale. «L'enciclica - puntualizza Francesca - rimane un'ispirazione forte, infatti il progetto viene sempre spiegato mostrando una lavagna sulla quale abbiamo scritto le parole più incisive del Papa. Anche per chi non è credente la Laudato si' è un testo di fondamentale valore sociale». Infine, per coinvolgere i bambini dell'oratorio e del catechismo, al sabato pomeriggio ci sono i laboratori per costruire lombricai o preparare semenze. I giovanissimi aiutano pure a raccogliere calendula e tageti da far essiccare. «I miei figli? Mi seguono: a loro faccio vedere come si può far fiorire la terra quando qualcuno se ne prende cura».

 

       

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