Gianni Lommi

Canto iniziale:

 “E sono solo uomo: io vedrò la vita come un dono, con gli occhi trasparenti di un bambino e incontro  a Te verrò col mio fratello che non si sente amato da nessuno”

Preghiera introduttiva “Per la morte di un Diacono”

Proclamazione di brani biblici:

+ Dal Vangelo di Giovanni. “Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo, siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella Speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli.”  (Gv. 15,12-13)
+ Dal Vangelo di Matteo. “Quando, Signore ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e ti abbiamo visitato?. In verità vi dico, ogni volta che avrete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più poveri, l’avete fatto a me”  (Mt 25, 39,40)
+ Dall’Inno all’Amore di S. Paolo. “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non gode dell’ingiustizia… La carità tutto copre, tutto crede, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine” (1 Cr. 13,4 seg.)
+ S. Paolo al tramonto della sua vita scrive a Timoteo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice,  mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua venuta. (Tm. 4. 6-8)

Omelia di Don Felice

La Parola di Dio proclamata questa sera, mi autorizza a fare un elogio per “ l’Uomo Buono” secondo Dio, quale era il nostro  amico carissimo Gianni Diacono: U0MO DELLA FEDE E UOMO DELLA CARITA’.

GIANNI, UOMO DELLA FEDE. Nato nel giorno di San Francesco d’Assisi del  1936, fin da bambino, e lo diceva con orgoglio, è stato capo dei chierichetti del duomo. Io però ho stretto amicizia umana e religiosa con lui solo agli inizi degli anni 60, quando nel vecchio oratorio di Via Bacchini, con un gruppo di amici abbiamo costituito la “Fraternità giovanile” per favorire la vicinanza ai poveri di Fidenza in uno stile nuovo, più conforme al Concilio. In questa esperienza,  Gianni emerse subito su tutti noi, anche perché per lui tutto questo coincideva con l’inizio di un cammino di Fede più robusta e vissuta nella coerenza e nella sincerità. Mi chiese di accompagnarlo in questa esperienza: cosa che feci volentieri ininterrottamente fino a poche settimane fa. La prima caratteristica della sua esperienza religiosa adulta è stata la Preghiera, divenuta per lui una costante, diciamo meglio: il suo Carisma. Da allora e per 50 anni, non perse occasione, pubblica o privata, in cui affermare incessantemente che “ciò che importa è pregare di più”. Il suo non era né moralismo , nè tantomeno bigottismo, perché lui ne dava sempre un esempio concreto e fedele: il suo inconfondibile libro della preghiere delle ore, sempre con sé, sempre più consunto (perché così aveva letto di un santo); la corona del rosario fra le mani, quando erano libere dal lavoro, e questo soprattutto nel periodo finale della sua malattia, sempre, fino al suo ultimo respiro. Anni fa gli diedi la chiave della cappellina feriale della sua parrocchia, per potervi entrare anche nelle ore di chiusura: nessun altro ha avuto questo privilegio. La sua fedeltà ai sacramenti era indiscussa; il suo amore per la Parola di Dio era sacrosanto: con la Lettura Biblica in Parrocchia e con la Scuola di Teologia in Diocesi frequentata con sacrifici tre sere la settima per ben nove anni, e riascoltando poi  le relazioni con le cuffie durante i suoi immancabili quotidiani footing per le strade periferiche della città. Da questa scuola ha preso avvio il suo sogno di divenire Diacono della Chiesa fidentina: sogno che si è  realizzato l’8 Maggio 2005 in cattedrale per l’imposizione delle mani  da parte di Monsignor Maurizio Galli, insieme ad altri 6 amici diocesani. Diacono vuol dire soprattutto servitore della Carità ed è il primo grado del Sacramento dell’Ordine sacerdotale. La sua gioia orgogliosa di vivere da Diacono le Liturgie parrocchiali e diocesane traspariva dai suoi occhi e dal suo entusiasmo. Una fede la sua testimoniata non solo con l’esempio, ma spesso proposta agli amici, a volte anche in maniera benevolmente provocatoria e pure con piccoli stratagemmi, quali quelli di posare ostentatamente le Bibbia che portava con sé sul banco del bar per agganciare un discorso sulla fede con i frequentatori. E quando la discussione inevitabilmente cadeva su giudizi negativi per la chiesa e per i preti suoi amici, allora vibrava in lui  la  una “santa ribellione”. “Stai tranquillo, Gianni, lasciali dire”. “No, caro don Felice, in questo non sono d’accordo con te!”
  
GIANNI, UOMO DELLA CARITA’
. Se il termine Diacono vuol dire servo della Carità, allora Gianni moralmente lo era già fin della sua giovinezza. Tutti a Fidenza infatti lo conoscevano come uomo buono, uomo di carità, ancor prima di conoscerlo come grande campione sportivo, e per di più leale e pulito, perchè lo sport lo ha impegnato per meno di un decennio; mentre la carità ha coperto più di cinquanta anni della sua vita. Negli anni 80  gli è stato conferito il Premio della Bontà da una stimata associazione locale. Non è facile trovare una persona, molto impegnata in una dura professione come la sua, che per decenni ha trovato il tempo di una visita quotidiana e prolungata ai suoi vecchietti della Casa di Riposo di via Berenini prima, e di Via Esperanto poi, dove, come Diacono, è stato incaricato dal Vescovo di affiancare il Sacerdote  Cappellano: missione che, fino alla sua malattia, ha compiuto con assoluta fedeltà e dedizione gioiosa e forte.  In questa sua parrocchia, ha svolto il ministero della carità in maniera estremamente corretta, perché andava dalla gente bisognosa a nome della parrocchia e non a nome suo personale; il confronto con la parrocchia ed il parroco era continuo ed i consigli che gli venivano dati erano: “cerca di non essere troppo buono e ingenuo”. A proposito della sua Parrocchia, credo di poter affermare senza tema di smentita, che nessuna altro ha vissuto il senso dell’appartenenza  come lui. Amava la sua parrocchia perché in essa rigenerava continuamente la sua Fede e la su Carità. Ogni giorno dopo la preghiera personale o comunitaria si fermava davanti alla segreteria, senza scendere dalla bici: ”Niente di nuovo? C’è bisogno di qualcosa? … Allora, a domani!” Così come fa ogni figlio vero che passa davanti alla casa dei suoi. Ditemi voi se questa non è appartenenza alla Chiesa, attraverso la sua parrocchia.

GRAZIE GIANNI! Questa tua comunità, questi tuoi famigliari, questi tuoi amici, questo tuo amico prete, piangono per la tua partenza verso la Casa del Padre per ricevere la corona riservata ai servi fedeli; ma tutti insieme gioiamo anche perché  siamo certi che dal Cielo  tu stai guardando a noi, a tutte le persone che ti hanno voluto bene: e noi siamo tra questi, tu lo sai… Ciao, amico caro.

  • Salmo “Su ali d’aquila: “Io ti rialzerò, ti solleverò, su ali d’aquila ti reggerò, sulla brezza dell’alba ri farò brillar, come il sole, così nelle mie mani vivrai”
  • Preghiera di Fedeli
Preghiamo per Gianni, un uomo un diacono che ha cercato di vivere le Beatitudini del Vangelo: Grazie Signore!
•    Signore che hai detto “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei Cieli”, grazie perché lui ha condiviso il suo cuore con i poveri del Vangelo.
•    “Beati i miti perché possederanno la terra”, grazie perché hai dato a Gianni la forza di un gigante insieme al cuore di un bambino.
•    “Beati i puri cuore perché vedranno Dio”, grazie perché Gianni era semplice e schietto come una colomba, fino all’ingenuità  evangelica.
•    “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”, grazie perché Gianni non aveva  mai rancori o parole di giudizio contro alcuno.
•    “Beati i costruttori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”, grazie perché Gianni con la preghiera e la Carità ha costruito tanta Pace.  
  • Canto del Rosario: “Grazie, Maria, Tu mi hai voluto qui. Ti prego Madre, ascolta il cuore mio, sono venuto a portarti questa vita, i miei problemi, la mia felicità. E quando a casa tornerò sempre vicino sentirò te madre amica che mi stringi forte a te e tra le mani stringerà il tuo Rosario che mi da serenità”
  • Una decina del Rosario: 5° mistero della Luce: Ultima Cena
  • Canto prediletto da Gianni:  “Dell’aurora Tu sorgi più bella”
  • Benedizione all’assemblea da parte dei Diaconi presenti

 

       

Letture e Liturgia

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(es. Mt 28,1-20):
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Martedì, 12 Dicembre 2017

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