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La Comunità festeggia l'arrivo di Don Mauro

Domenica 30 settembre 2018 la grande festa per l'ingresso del nuovo parroco

"Troverai in tanti di noi non solo dei ‘collaboratori’, ma dei ‘corresponsabili’ che si sentono cellule vive della Chiesa di Dio che è in questo territorio."

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Il saluto dei parrocchiani

Carissimo don Mauro, oggi la nostra comunità è in festa e i nostri cuori sono pieni di gioia per la tua presenza tra noi come parroco, cioè come guida e compagno di strada sulle vie che il Signore ci indicherà.

Per aver pensato a te come nostro nuovo parroco, ringraziamo anzitutto il Vescovo Ovidio, oggi qui rappresentato dal Vicario Generale don GianEmilio, per le sue premure di padre e di pastore della Chiesa di Dio che è in Fidenza.

In un periodo in cui si da tutto per scontato, noi fedeli non ci rendiamo spesso conto della bellezza e della grandezza del ministero di un sacerdote, uomo di Dio tra noi. Non pensiamo, ad esempio, cosa sarebbe stato questo quartiere, chiamato “Corea”, senza la presenza dei parroci che si sono susseguiti tra noi.

Sappiamo poi quanto faticoso dev’essere il tuo distacco dalle parrocchie di Castelvetro, San Giuliano e Croce Santo Spirito, in cui stavi raccogliendo i frutti fecondi di una semina che è durata ben 18 anni del tuo ministero.

Sappiamo anche del travaglio di tanti fedeli – bambini ed adulti – di quelle parrocchie, quando hanno saputo del tuo trasferimento. Come comunità diciamo a tutti loro, tramite i qui presenti: «Sia, questa, l’occasione per una collaborazione più viva ed intensa tra le nostre comunità, tra i nostri gruppi di ragazzi, di giovani e di famiglie… Noi siamo pronti a collaborare con voi – con don Mauro e il vostro nuovo parroco don Andrea Mazzola – per un qualsiasi progetto condiviso».

Tuo padre Coronato, che in tutti questi anni ti è stato vicino come un San Giuseppe, quando ha saputo del tuo trasferimento, ha detto: «Ritorniamo a casa!». Tu, hai infatti qui trascorso il tuo anno di diaconato e i primi otto anni da prete novello. Tu stesso molte volte hai affermato che, in quel periodo, hai imparato tanto circa il tuo ministero di sacerdote.

D’altra parte il filo rosso dei rapporti non si è mai interrotto, grazie ai continui contatti personali con molti di noi, con i gruppi di famiglie e, soprattutto, grazie agli incontri interparrocchiali di Azione Cattolica – di cui sei Assistente diocesano.

In tutti questi anni la parrocchia di san Giuseppe Lavoratore – da sempre la più numerosa della nostra Diocesi - si è ancor più ingrandita: le famiglie qui residenti sono oggi più di 2.300. Il quartiere, poi, è in gran parte cambiato. La “vecchia Corea” di Via Baracca, di via Togliatti e di via Giotto è ancora più invecchiata; pensa, ad esempio, che gli anziani oltre i 90 anni sono in parrocchia più di 70!... Il quartiere artigianale e le zone limitrofe si sono ampliate, divenendo ora, oltre che luogo di tante aziende artigianali, anche sede di servizi..

Infine l’area tutta nuova di Villa Ferro ha visto l’arrivo in poco tempo di numerose famiglie giovani, con tante nuove nascite.

Non sarà facile fare il parroco in una parrocchia grande e con tante diverse esigenze come questa. Le richieste e le attese sono tante.

Però, qui, non trovi il vuoto.

Anzitutto avrai accanto a te la presenza di don Zakarias, del diacono Pierino –presenza costante in comunità – e del diacono Marco.

Non possiamo ora elencare tutte le realizzazioni ed iniziative che sono nate o si sono consolidate in questi anni, grazie soprattutto alla feconda permanenza tra noi di don Felice, durata ben 35 anni! Però certamente tu ti ritrovi ora in una parrocchia già ben strutturata. Qui trovi già:

  • Un fedele gruppetto di persone che preparano le liturgie, un coro ben diretto, un bel gruppo di chierichetti istruiti dal diacono Pierino, alcuni ministri dell’Eucaristia;
  • Un nutrito gruppo di catechisti,
  • Un oratorio con una referente attiva e appassionata;
  • Vari educatori dei ragazzi e degli adolescenti, e numerosi giovani animatori
  • Gli scouts, Associazione che, grazie a don Camillo Mellini, è nata nel quartiere prima ancora che fosse istituita la parrocchia
  • La comunità delle suore Domenicane di Pompei
  • Due gruppi di famiglie con un cammino umano e spirituale ben solido alle spalle
  • Una sala di ascolto con volontari attenti ai più bisognosi del quartiere
  • La Cooperativa Arcobaleno, che segue i disabili e le loro famiglie
  • Tanti volontari e volontarie per la conduzione delle numerose feste annuali
  • Grazie a don Felice, poi, è viva in molti di noi una buona apertura missionaria, soprattutto verso l’India, il Togo e il Venezuela.

Troverai in tanti di noi non solo dei ‘collaboratori’, ma dei ‘corresponsabili’ che si sentono cellule vive della Chiesa di Dio che è in questo territorio.

Tu sei chiamato, ora, a prenderti cura con passione di tutti e di ciascuno, avendo come modello San Giuseppe nostro patrono .

San Gregorio Magno definiva la cura d’anime come “l’arte delle arti”. Tu dovrai essere un artista, così da trovare nuove forze, dando linfa a tutto ciò che di bene è già germogliato, ed energia a chi tra noi è un po' stanco e affaticato.

Noi poniamo grandi speranze in te. La tua presenza amabile, la tua spontaneità e la tua creatività informale fanno di te un “prete-calamita”. Per noi, a volte duri come il ferro, sarai certamente un bel polo d’attrazione.

Il termine “Parrocchia” significa “vicinanza di case”. “Vicinanza” è la ‘chiave’ di ingresso per un futuro fecondo: tu vicino alle nostre case, noi vicini a te. “Insieme” è la parola magica che ci farà avanzare come comunità, perché solamente insieme diventiamo popolo di Dio che cammina verso il Regno.

Oggi, con la tua presenza, prende ancora più forza in noi un sogno: quello di diventare sempre più una comunità in grado di avviare progetti, o almeno porre dei segni che indichino che il Signore è presente in mezzo a noi… Una comunità capace di inventare nuove strade di evangelizzazione, aperta e fedele alle rotte indicate dallo Spirito… NELLA VICINANZA reciproca… camminando INSIEME!

Fausto Negri, a nome di tutti i parrocchiani

 

       

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