OGNI DOMENICA E’ PASQUA SETTIMANALE 

Ricordo che negli anni cinquanta, quando ero ancora giovane seminarista, ero rimasto affascinato da un libretto dell’allora Arcivescovo di Bologna, il Cardinal Giacomo Lercaro, uno dei grandi fautori della riforma liturgica, da titolo “A Messa, figliolì !”.  Era come l’ esortazione di un papà che raccomandava ai figli di non tralasciare il grande precetto festivo, come si diceva allora. Io non posseggo più quel prezioso libretto, ma ne ricordo, seppur vagamente, i contenuti e soprattutto lo spirito che lo animava.
    Sollecitato sull’argomento dal nostro Consiglio pastorale, metto giù per il nostro giornalino alcune riflessioni sul Giorno del Signore e sulla Messa festiva, partendo appunto da quei ricordi, non con spirito paternalistico, ma con vero cuore di padre, cosciente dell’importanza fondamentale di queste raccomandazioni.

    Oggi i giovani forse si rendono meno conto del valore che andiamo poco per volta disperdendo del Giorno sacro al Signore: la Domenica. Ma gli adulti e gli anziani sì, se ne accorgono sicuramente. Infatti  “fin dalle origini” Dio ha fatto al suo popolo questo dono prezioso raccomandandogli con  forza di non sciuparlo: “Ricordati di santificare la festa! Ricordati !”. E noi battezzati cosa ne stiamo facendo di questo giorno che non è nostro, ma del Signore? Eppure Dio ce lo ha donato perché in esso trovassimo il tempo di stare con Lui,con  la famiglie e con noi stessi…perché, se perdiamo questi valori, cosa ci  rimane della vita?
     In tale giorno, c’è anche un mezzo inalienabile  “per santificarlo”. È’ la celebrazione della Pasqua settimanale, cioè la partecipazione alla Messa in cui Cristo muore e risorge per noi, in cui Egli ci parla nelle Scritture,  in cui si dona nell’Eucaristia, in cui ci fa incontrare la sua Famiglia, cioè la comunità riunita attorno a Lui.. E’ Lui che ci invita, ci attende e ci accoglie.  Non il prete: questi semmai presterà la sua indegna persona per rendere visibile la presenza di Gesù.
    Quando dici di non averne voglia, ricorda che è il Signore che ha voglia di  incontrar te; se dici che non hai tempo, ricordati che è Lui che ti dona il tempo e la vita; se dici che hai problemi, è Lui che ti ascolta e ti consola;  se dici di non aver fede, puoi ben chiedergliela… Tuttavia, ricordati che Dio ti ama comunque, ed in attesa di incontrare Dio, vivi onestamente la tua vita che ti è stata donata.
   Qualche volta, per farsi un alibi, qualcuno è  portato a pensare che i frequentatori della Messa “sono tutti bigotti”. Perché giudicare il fratello? lasciamo che lo giudichi il Signore che è più obiettivo di noi ed eviteremo di essere a nostra volta giudicati. Semmai quell’incontro nella Messa potrà divenire un luogo di riconciliazione e di pace, apportatore di serenità.
   Un’altra scusa potrebbe essere che la messa, il prete e qualche frequentante sono pesanti ed insopportabili: certo, se è difficile vivere in una piccola famiglia, tanto più lo sarà in una di grandi dimensioni:tu, nella messa non andare solo per  cercare degli amici, ma la Persona di Cristo presente nei fratelli.
   Infine, non di rado si sente dire che è certamente meglio aiutare chi è nel bisogno che “perdere tempo” in chiesa. Se conosci bene il Vangelo sai bene che tutte e due le cose sono egualmente importanti ed inscindibili.
   Del resto che Domenica è quella che viene vissuta senza il Signore? E’ accertato dall’esperienza che chi inizia a tralasciare la messa, inevitabilmente inizia anche l’affievolimento della sua fede.
   Per concludere, che dono incommensurabile è quello in cui tutta la famiglia unita riesce a vivere insieme questo momento: quale segno educativo indelebile è per i figli il pregare insieme ai propri genitori e nonni almeno alla domenica, la Pasqua settimanale come l’ha voluta Gesù. Ma se anche fossi solo in famiglia a credere nella Messa e nel Giorno del Signore, sii ugualmente felice perchè la tua fede salverà anche gli altri.
    Dunque, a Messa, figlioli !    

Il vostro parroco.

 

       

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Martedì, 21 Agosto 2018

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